MaybeMonday: I fantastici 4 - ARTISTI EMERGENTI

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MaybeMonday: I fantastici 4

Quello che vorremmo fare è rimettere le cose a posto…e per cose a posto intendiamo rimettere il Rock al centro!

MaybeMonday nasce come progetto originale a Roma nel 2020. Matteo Ruggiero (voce, chitarra ritmica), Claudio Macrì (chitarra solista, backing vocals), Lorenzo Chinelli (batteria), Fabio Stanco (basso). Ognuno dei 4 con il proprio percorso ed esperienze.

Matteo Ruggiero, frontman della band, matura l’idea di scrivere testi e musiche originali con l’intento di sentirsi coinvolto in prima persona in un percorso artistico e sono molte le influenze di riferimento in quel periodo. Artisti come Chris Cornell e tutto il movimento Grunge americano di fine anni ‘80 e anni ‘90, band come Guns N’ Roses, The Beatles, The Smiths, The Doors, la New Wave e tutto il filone Britpop di Oasis e Blur passando per artisti italiani come Grignani de “La Fabbrica di Plastica”, Verdena, Afterhours e molto altro del panorama Alternative Rock Italiano, oltre a Vasco, Ligabue… Il tutto senza dimenticare il cantautorato italiano con i suoi grandissimi artisti che sono fondamentali per la sua formazione oltre che per la fase di stesura dei testi. È molto il materiale che ne viene fuori e, dopo averlo proposto agli altri componenti della band, tutti insieme con grande entusiasmo e passione scelgono di iniziare ad arrangiare i brani in sala prove. …Da quel momento è iniziato un nuovo percorso. Ecco a voi i MaybeMonday.

Buon divertimento

IT’S ONLY ROCK ’N’ ROLL…YOU KNOW

PROFILO SPOTIFY

CANALE YOUTUBE

BAND:

Matteo Ruggiero

Claudio Macrì

Lorenzo Chinelli

Fabio Stanco

✍️ INTERVISTA

Cosa vi ha spinto a fare il cantante?

Mi ha spinto la voglia di far parte di una band, ma oltre a far parte di una band come cantante e chitarrista quello che mi ha veramente spinto a farlo è stata una riflessione oltre che una volontà. Praticamente il tutto nasce dal frequentare diversi locali dove c’è musica dal vivo, ma di cover band dato che sembra che nei locali suonino solo cover band mentre non ci sia spazio o quantomeno ci siano spazi limitati per ascoltare musica originale. Ne ho visti molti di live di gruppi cover e tutt’ora ne continuo a vedere. Però la sensazione ricorrente che ho dopo aver visto un live di una cover band è sempre la stessa…oltre al divertimento, questi bravi musicisti che apporto stanno dando alla musica?! Dov’è l’identità?! E il tutto mi lascia una specie di velo di tristezza dentro. Allo stesso tempo però capisco che è il modo più semplice e più rapido per riuscire a suonare in giro. Allora mi dico “perché non provare sulla mia pelle?” Difatti, con la band iniziamo a buttare giù un repertorio di cover di vari gruppi congeniali ai nostri gusti. Facciamo anche qualche serata. Poi, durante un periodo che tutti ricordiamo e ricorderemo e cioè quello del primo lockdown durato circa 2 mesi, maturo l’idea di togliere quel velo di tristezza e di iniziare a dare il mio contributo alla musica…il mio personale ed umile contributo alla musica. Lei che è una delle poche cose che riescono a spogliarmi veramente. Inizio a scrivere testi e musica. Ne scrivo diverse di canzoni e le sottopongo ai ragazzi della band comunicando loro che non era più mia intenzione continuare con le cover Il materiale è molto apprezzato e quindi  sono tutti d’accordo ed entusiasti nell’ intraprendere un nuovo percorso. Finito il lockdown ci troviamo di nuovo in sala prove e da lì prende vita il nuovo progetto. Iniziamo a studiare il nuovo repertorio e ad arrangiare i brani. Quindi mi chiedi cosa mi ha spinto a fare il cantante? Questo mi ha spinto…E questo è quello che farò e che faremo. Ahhh…le cover band però continuo a vederle ed anche con piacere, perché ci fanno sentire più vicini a quei gruppi o cantanti che fanno parte delle nostre influenze.

I tuoi hobby/interessi al di là della musica?

Il teatro…studio e sono attore in una compagnia teatrale. Lo sport…e ci tengo a sottolineare quello praticato, quello vero. Ho sempre preferito praticare invece che guardare. Gioco a Calcio ad 11. Direi anche viaggiare, ma è troppo inflazionata come affermazione.

Perché il pubblico dovrebbe ascoltarvi ?

Perché ne vale la pena. Poi piacerà cosa proponiamo? Non piacerà? …beh ditelo almeno dopo averci ascoltato. È solo rock’n’roll…lo sai.

Parlateci del vostro ultimo progetto

Come spiegavo prima sul cosa mi ha spinto a fare il cantante, il progetto MaybeMonday nasce dall’esigenza di voler vivere in prima persona la musica e cioè la necessità di dare e lasciare qualcosa di mio, di nostro.
Il nome MaybeMonday è venuto fuori quando dovevamo scegliere e stabilire il giorno per fare le prove con la band.
Siamo andati ad esclusione coi vari giorni della settimana e “forse lunedì” sembrava quello che metteva tutti d’accordo….ed è diventato MaybeMonday.
Da qui abbiamo iniziato con il registrare il primo pezzo e sicuramente sarà il primo di una lunga serie.
“Non È Mai Stato Vero” nasce pensando alla fine di un rapporto e ripercorre quei momenti in cui qualcuno dei due ne sta dichiarando la fine dopo essersi amati e appartenuti.
E nei giorni seguenti che sono sempre molto complicati da gestire, nonostante il dolore e la rabbia si spera sempre che qualcuno possa portarti appresso, per non essere dimenticati.
Ma poi ci si rende conto che si va avanti e tutto quell’amore e tutto quell’appartenersi non saprai mai dove vanno a finire.
Chissà se esiste un paradiso/purgatorio/inferno dei sentimenti, non lo so.
E da qui pensi che forse “Non È Mai Stato Vero”. Che forse è stato solo un sogno.
…Evocare…questo è quello che voglio ottenere da ciò che comunico con un testo o con una musica
Questo l’obiettivo!

Chi vi ha supportato o ostacolato nel vostro percorso?

Ad oggi non trovo persone che mi abbiano supportato o ostacolato.
Chiaro che le persone che mi sono vicine logicamente mi supportano, ma è più un supporto legato al “bene” per me e al piacere di sapere che qualcuno a cui vogliono bene porti avanti un qualcosa di bello, di artistico e di sano.
Ostacolare al momento no, non è capitato.
Potrà succedere, perché no.
Quando succederà mi porrò il problema.

Come migliorereste la scena Musicale?

Riportando il Rock ’n’roll al centro della scena musicale, dove merita di stare.I tempi cambiano, quello sì, ma non sono così convinto che mi stia invecchiando perché non apprezzo la proposta musicale attuale. Non riesco ad immaginare la musica senza strumenti e non mi piace sentire voci artefatte senza un minimo di melodia. Forse sarà un mio limite, ma non sono affascinato assolutamente da cosa ci viene propinato oggi. Parto però sempre dal presupposto che chi fa qualcosa di qualunque genere ed in questo caso di musica, ma soprattutto chi si esprime ed ha il coraggio di proporre qualcosa di artistico, beh vada apprezzato a prescindere. Siamo tutti capaci a parlare, ma non tutti sono capaci a farsi “giudicare”. Poi chiaro che subentra il gusto personale.

A chi ti sei ispirato?

Beh sono diverse le mie influenze, ma per citarne alcune direi artisti come Chris Cornell ed il movimento del Grunge di fine anni ’80 e anni ’90, band come Guns N’ Roses, The Beatles, The Smiths, The Doors, la New Wave e tutto il filone Britpop di Oasis e Blur passando per artisti italiani come Grignani de “La Fabbrica di Plastica”, Verdena, Afterhours e molto molto altro del panorama Alternative Rock italiano, oltre a Vasco, Ligabue…ma fino ad un determinato periodo per questi ultimi due grandi artisti.
Il tutto senza dimenticare assolutamente il cantautorato italiano con i suoi grandissimi artisti che sono fondamentali per quanto mi riguarda.

Quali sono i lati positivi nell’essere cantante?

Sicuramente in primis c’è il dare voce ed interpretazione a pensiero che è scritto su un foglio, su un quaderno o da qualsiasi parte sia stato scritto per poi trasformarlo in una canzone e appunto dargli voce. Narrare qualcosa e soprattutto evocare qualcosa. E per quanto mi riguarda in questo caso Ã¨ fondamentale dato che vado a proporre qualcosa di mio, testi scritti da me. Un altro eventuale aspetto che potrebbe essere positivo è anche quello di essere il frontman di una a band, ma comporta comunque una grande responsabilità.

E quelli negativi?

Negativi secondo me non ce ne sono se vuoi andare avanti in questo percorso. Perché ci vuole consapevolezza del fatto che bisogna mettere in preventivo l’errore, che sia “stonare” o essere “calante” o non ricordare una parte di testo, oppure capire se è una serata NO e questo può dipendere da molti fattori. Se scrivi testi ad esempio devi anche mettere in preventivo che possono esserci dei periodi in cui non riesci a scrivere. La cosa fondamentale è una e cioè quella di andare avanti e nel mentre respirare interiormente.

Come ti concentri prima di cantare?

Non ho un modo per concentrarmi. Diciamo che cerco di dissimulare con me stesso l’ansia pensando che devo divertirmi e performare nel miglior modo possibile. Non sono un tipo particolarmente ansioso, o meglio, cerco di farmi attraversare dall’ansia senza provare a bloccarla, perché se provi a bloccarla sicuro non vincerai mai. Lasciati attraversare! Dato che una performance senza un minimo ansia, ne risentirebbe a livello di concentrazione e anche di riuscita. Quindi ben venga in parte.

Come ti concentri per scrivere un brano?

Quando devo scrivere lo sento. Sento come una pulsione dentro che mi limita in parte il respiro, quasi come un peso o un pensiero fisso. Allora capisco che devo scrivere qualcosa. Finito di scrivere mi sento svuotato da quella sensazione. Questo è il mio processo iniziale di scrittura. Successivamente lo miglioro mettendo in metrica e immaginandoci una melodia. Molte volte invece trovo la melodia e poi ci scrivo sù. Ma senza quella sensazione non inizio proprio.

Cosa non dovrebbe mai fare un giovane Artista?

Emulare. Prendere come riferimento sì, anche perché tutti noi siamo o siamo stati influenzati da ciò che abbiamo ascoltato o che ascoltiamo, ma quello che consiglio è di mantenere la propria identità. Logicamente è anche un processo che avviene col tempo e con la maturazione sia artistica che personale.

Ci sono tanti ragazzi e ragazze che sognano di diventare cantanti. Che consigli daresti?

Innanzitutto di provarci e sapere che non è affatto facile. Essere consapevoli che ne esce uno su un milione, ma allo stesso modo essere consapevoli che se è quello che vuoi fare allora bisogna provarci senza rimanere con il rimpianto di non averlo fatto. E studiare soprattutto. Perché la voce è uno strumento e come tutti gli strumenti vanno studiati, utilizzati e perfezionati. Il talento è importante, ma se non indirizzato correttamente, rimane un talento inespresso oltre che sprecato.

Salutate i vostri sostenitori 

Un saluto ai sostenitori che c’erano, che ci sono e a quelli che ci saranno. E grazie…grazie davvero!

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5 Commenti

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  1. Ciao Ragazzi, piacere sono MaryDB, congratulazioni per il vostro Rock ci sono poche band attuali che fanno ancora Rock, si danno tutti al Rap e Trap e il Rock a parte quello dei Maneskin sembra ormai quasi svanito. A me piace ascoltare di tutto anche se il genere che faccio io é molto diverso, ma ho anche composto qualche base musicale Rock ancora da arrangiare, ma non ho ancora pensato al testo. Prima o poi lo farò!
    Bravi 👏 continuate così e, tra l’altro mi piace il nome del gruppo 🤟🤞🍀 ciao MaryDB

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